Targhe estere, rischio confisca dell’auto

Il governo, grazie a un provvedimento ad hoc contenuto nel decreto sicurezza, ha deciso un vero e proprio giro di vite per quei non pochi furbetti che, grazie a una finta residenza fiscale all'estero di una società, immatricolavano la propria auto oltreconfine, dunque con una targa straniera, pur svolgendo però la propria attività lavorativa prevalentemente in Italia.

Una pratica decisamente scorretta che presentava due ordini di vantaggi. Da un lato infatti questi automobilisti, sfruttando quella che tecnicamente viene definita "esterovestizione", eludevano il fisco, evitando di pagare bollo e assicurazione in Italia. Per un altro verso poi potevano anche premettersi di violare il codice della strada, perché tanto le eventuali multe venivano inviate all'indirizzo fittizio all'estero dove i proprietari dell'auto risultavano fisicamente irreperibili.

Secondo il contenuto della norma inserita nel decreto sicurezza, ci saranno dunque in arrivo controlli più serrati e sanzioni più severe per chi non è in regola con le targhe automobilistiche. Infatti, se finora per una o due volte l'automobilista poteva essere avvertito dell'obbligo di reimmatricolare il veicolo e cambiare la targa con una italiana, per poi pagare una sanzione (da 84 a 335 euro) nel caso in cui fosse fermato per tre volte nell'arco dei sei mesi, ora le pene diventeranno più dure.

In sostanza, infatti, le multe partiranno da 712 euro e la regolarizzazione dovrà avvenire entro 180 giorni, tempo nel quale il veicolo non potrà comunque circolare e sarà tenuto in deposito. Scaduto poi questo termine di 6 mesi, si potrà arrivare anche alla vera e propria confisca del mezzo.



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