Giorgio Boiani al meeting 2019:
"Noi di Doc, soldati di trincea"

Quando alla fine di un evento raccogli dichiarazioni a caldo, insieme alle parole fluisce l'emozione. Quella che lascia trasparire Giorgio Boiani, artefice con il suo Doc del Meeting 2019 'L'uomo al centro. Chi cambierà il futuro?'. Eccolo, al termine dell'incontro annuale con i concessionari (e i loro uomini di magazzino, i partner, i promoter) "più confuso di quando abbiamo iniziato. Perché alla fine cercavamo di capire come far andare meglio il lavoro e, boh, non so cosa succederà domani, perché qui ognuno ha la sua verità e la racconta a suo modo, ma l’obiettivo della serata, comunque, non era quello di trovare delle risposte".

Qual era?
Era quello, come sempre, di fare in modo che il consorzio potesse essere quel faro di cui parliamo da tempo, essere un punto di riferimento, un collettore anche di pensiero. Poi, certo, i pensieri sono variegati, però l’importante è sapere che noi qui abbiamo iniziato un percorso veramente impegnativo che nel 2019 ci farà sicuramente cambiare marcia.
L’abbiamo detto, l’ha detto benissimo anche Davide (Blatti, direttore del consorzio, NdA). Significa che siamo allineati, siamo centrati, la squadra c’è... Purtroppo non siamo più abituati a goderci nemmeno una serata, già adesso stavamo immaginando cosa poter fare domattina.

Voi i cambiamenti non li annunciate, li fate…
Sì, con grande fatica, assumendoci dei rischi. Marchionne è la seconda volta che lo sentiamo e il suo messaggio è eloquente: ci dice che nella vita per realizzare i propri sogni bisogna buttarsi fuori dalla famosa area di comfort che tutti noi cerchiamo comunque di avere. Noi lo facciamo da tempo, rischiamo tantissimo però le soddisfazioni sono molte.

E trasversali a tutte le componenti del consorzio?
Quando tu tocchi le corde delle persone, le tocchi nel modo giusto, succedono le cose che sono successe stasera con Tarcisio Riva, che si è precipitato cadendo sul palco per dire, a proposito del progetto Cricco Doc: “Signori ma di che cosa stiamo parlando? Facciamolo”. Queste persone sono su una panchina, forse addirittura sotto a una panchina. A noi che cosa costa? E questi sono i risultati che noi ci limitiamo a innescare. Noi non facciamo altro che tracciare queste situazioni, accenderle, renderle visibili e poi raccogliamo il massimo della sostenibilità.

Oltre Cricco Doc, dal palco il meteorologo Mercalli non ha fatto sconti a nessuno...
E stasera è stato anche buono! Io l’ho sentito molto più crudo. La situazione ambientale la conosciamo molto bene, il problema è che non si riesce a intersecare la curva, nel senso che noi abbiamo contezza del fatto che comunque sia dobbiamo cambiare abitudini ma purtroppo non possiamo farlo. Perché se, parlando di auto, abbiamo vent’anni per salvare il Pianeta e ce ne servono trenta per cambiare le automobili che circolano, è evidente che questo gap di dieci anni potrebbe crearci dei problemi. Probabilmente qualcosa si inventeranno, mi auguro, i politici…

È per quello che ha voluto Mercalli tra gli ospiti? Per dare la scossa?
Certo. Io mi auguro che la politica dimostri un po’ più di attenzione anche rispetto a queste tematiche. Per esempio, era stata fatta la proposta di dare degli incentivi agli usati per permettere già alle macchine più vecchie di poter essere sostituite. Non è stata accettata ed era una proposta assolutamente di buonsenso! Mi vien da pensare che la politica non ha buonsenso e non ha conoscenza. E quindi, ripeto, noi faremo la nostra parte. Stasera c’era anche Cosentino (presidente di Federauto, NdA) che credo abbia ricevuto dei messaggi molto importanti. Cosentino siede ai tavoli di governo che contano, mi auguro che riesca a picchiare qualche pugno sul tavolo in più. Noi facciamo i soliti soldati di trincea, facciamo il nostro buon lavoro cercando di mettere in mano ai generali le armi giuste, se però non le utilizzeranno magari ci arrabbieremo un po’.

In questo 'noi' c'è tutto Doc?
Sì, e possiamo anche dire di essere un po’ pionieristici in tutto quello che facciamo. Siamo partiti prima, abbiamo approfittato di esperienze precedenti che hanno avuto successo, le abbiamo calcolate, interiorizzate, migliorate. Ogni anno cerchiamo di fare qualcosa di diverso, che può piacere o no. A noi piacerebbe che anche altri consorzi, che magari non hanno questa attitudine, possano riferirsi a noi per farsi dare una mano. Noi siamo ben disponibili a fare in modo che la squadra AsConAuto sia coesa, è un messaggio che lancio ai miei colleghi con piacere.

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