Doc'toberfest: da un vino SBAGLIATO
nasceranno CAPOLAVORI

Le bionde con le trecce e il costume tirolese, birra a ettolitri, musica nemmeno tanto in sottofondo e poi loro, a centinaia... Doc'toberfest a Erba (Co), al Centro LarioFiere, è stata prima di tutto la festa degli autoriparatori clienti, invitati dal loro consorzio a passare un pomeriggio sera a metà tra networking - ed ecco la presenza dei partner e dei formatori di Quattroruote Professional - e divertimento.
È stata anche l'occasione per incontrare una realtà molto nota a Lecco e provincia con cui il presidente Doc, Giorgio Boiani, ha un progetto in corso. Ecco le anticipazioni per voce dello stesso Boiani e di Tore Rossi, anima di Cesea.

Che cos’è Cesea e perché è qui al Doc'toberfest?
Tore Rossi: Siamo ospiti di Doc per presentare un’idea nata insieme al presidente Boiani. Doc è molto vicina al nostro servizio, da sempre. Cesea è un servizio socio occupazionale che ospita adulti in condizioni critiche, a volte molto critiche; in particolare persone oltre i 50-55 anni che hanno perso il lavoro o non lo trovano più e non hanno ancora una prestazione pensionistica. Quindi vivono un momento in cui si sentono da un lato rifiutati e dall’altro non riescono né a rientrare nel mondo del lavoro né a mantenere una vita di socialità ‘normale’. Il servizio ha deciso di puntare su di loro perché è un’emergenza sociale importante. Al momento Cesea ospita 65 persone che vengono retribuite tutti i mesi con un compenso assistenziale in base alle ore di lavoro che fanno, al progetto che hanno.
Il servizio è di titolarità del comune di Lecco, ma è gestito dalla Caritas attraverso una cooperativa della Caritas insieme a tutti i comuni della provincia di Lecco. È un servizio di titolarità territoriale.

Qui a Doc'toberfest Cesea ha ricevuto un contributo significativo dai magazzinieri della concessionaria G. Villa di Monza…
Tore Rossi: Un gesto - donare i soldi di un premio - che è anche commovente. Perché persone che immagino non godano di un reddito eccezionale hanno vinto un premio (nel contest che ha messo in competizione le concessionarie Doc misurando il contributo di ognuna allo sviluppo della vendita dei ricambi, e ha visto il team di G. Villa capitanato da Gianluca Galbiati classificarsi terzo dietro Lombarda Motori e Autovanti, NdA) e hanno deciso di devolverlo al servizio aiutando chi sta peggio.

Verrebbe da dire che anche questa è la Doc. Ma, presidente, perché quella bottiglia in mano?
Giorgio Boiani: Devo spiegare l'antefatto di questo progetto molto serio e articolato, nato su stimolo di Tore che è un mio carissimo amico e da anni si dedica a coloro che sono un metro indietro, e interesserà anche i concessionari. Vogliamo che il nostro comparto prenda coscienza di quello che Cesea sta facendo per queste persone e riesca a sposare in pieno il progetto che abbiamo in mente.
Rossano, che questa sera sta versando il 'suo' vino agli ospiti Doc, ha fatto assaggiare a me e a Tore un rosé, la bottiglia che ho in mano, dicendoci che era disperato perché gli era venuto per caso e secondo lui era sbagliato. Noi, invece, abbiamo pensato che fosse il vino migliore che ci aveva servito.
Questo non è un vino sbagliato, è un vino perfetto che però nasceva da un errore. E la similitudine è stata immediata: il vino era sbagliato ma era buonissimo; da Tore arrivano persone che ritengono di essere sbagliate e poi scoprono attraverso le attività che fanno in Cesea di non essere poi così sbagliate.

Ed ecco il progetto che sta maturando...
Giorgio Boiani: Abbiamo detto a Rossano di imbottigliarlo e tenere per noi le mille bottiglie che ha prodotto e che sono tutte bottiglie numerate. Ovviamente lo abbiamo chiamato Sbagliato. E come è nata la similitudine è nata anche la frase che si può leggere alle nostre spalle: A VOLTE GLI ERRORI NELLA VITA FANNO NASCERE DEI CAPOLAVORI.
Da un errore presunto è nato un vino capolavoro, da Tore rinascono uomini - io li ho conosciuti - che hanno la possibilità di riprendere la loro vita esattamente come l’avevano lasciata.
Il banchetto improvvisato di questa sera è stato un successo, tanti hanno comprato il vino senza aver ben capito, ma l'hanno comunque intuito, che dietro c'è un progetto.

Soprattutto un progetto che vedrà la luce come gli altri a marchio Doc...
Tore Rossi
: È proprio così, è proprio quello che succede con Doc e che cerchiamo di fare anche noi ovviamente con risorse limitate. Avere un partner di società di imprese che hanno questa sensibilità è sperare che questo progetto venga imitato e replicato in una catena infinita.

Evviva gli sbagli?
Giorgio Boiani: Assolutamente. Io farei uno spot per chiudere dicendo a chi ci legge: "SBAGLIATO, IL VINO DA BERE PER SENTIRSI PIÙ SICURI".

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