Davide Moglia (Penati Auto),
"Io sono AsConAuto"

Al week end Doc di Cervia, evento che ha visto lavorare fianco a fianco una cinquantina di autoriparatori top e 60 tra magazzinieri e responsabili service, c'era anche Davide Moglia, parts manager della concessionaria di Casatenovo 'Penati Auto'. Il suo bilancio in un avverbio e un aggettivo: "Molto intenso. Il confronto in questi momenti secondo me non ti arricchisce subito, ma ti dà la possibilità di portarti a casa un momento di riflessione che poi elabori e cerchi di mettere sul campo nel tuo quotidiano".

Immaginiamoci 'domani' in magazzino...
Domani in magazzino la cosa fondamentale sarà fermarsi un attimo e riorganizzare le idee su tutti questi feedback che sono arrivati e sono tantissimi. Il compito di noi manager sarà quello di identificare i più importanti.
Sicuramente l’innovazione portata in A.Ri.A aiuterà ancora di più nel nostro quotidiano. Capisci che non puoi lasciare AsConAuto, se lasci AsConAuto ti stai mettendo di trasverso rispetto a quello che è il mondo dei ricambi, non solo della consegna semplice.

Abbiamo già fatto un passo: non "se lasci Doc", ma "se lasci AsConAuto"…
Il nostro presidente ci insegna a pensare in grande. Noi non possiamo più pensare come Doc, noi dobbiamo pensare come AsConAuto. Il nostro mercato ormai non si può più rivolgere al riparatore che hai sotto casa, deve essere a 360 gradi. Abbiamo partecipato a una sessione formativa che ci ha aperto gli occhi rispetto a quello che è il grande cambiamento che sta avvenendo sul mercato. Io non posso parlare di Doc, io devo parlare di AsConAuto, io sono AsConAuto.

Come trovare le parole giuste per trasferire al titolare tutto quello che ha immagazzinato qui?
Non devi inventare niente, devi trasferirgli il concetto che hai imparato qui. Io mi siederò davanti al mio titolare, Elio, e gli dirò: “Cambiamento. Noi dovremo cambiare rispetto a quelle che sono le regole della Penati, non stravolgendo quello che ci ha reso quelli che siamo oggi ma cominciando a capire che esiste anche un’altra strada. Elio si spaventerà però ho la fortuna che mi delega tanto. E poi Elio crede in Doc, crede in AsConAuto, e questo lo rassicurerà.
Il mio compito sarà quello di portargli risultati, ovviamente.

Oltre al titolare, come rapportarsi con i colleghi del magazzino?
Come dico sempre, il nostro compito è far funzionare la macchina quando non ci siamo. Perché se funziona quando ci siamo noi vuol dire che c’è un meccanismo che tu stai sostituendo.
Ovviamente dovrò poi, dopo il confronto con la proprietà, trasferire quello che avremo deciso di fare nel mio team, nel quotidiano. Ma ho la fortuna di avere ragazzi che mi ascoltano e sono proattivi come lo sono io.

E sanno rapportarsi con i clienti più esigenti? Sta cambiando anche l’autoriparatore…
Noi dobbiamo cambiare, dobbiamo continuare a focalizzarci su questo termine, farlo nostro. Nel mio lavoro non ho il contatto diretto con il pubblico. Qui a Cervia mi è servito proprio sedermi ai tavoli di persone che non conoscevo e, prima di presentare l’azienda che rappresento oggi, cercare di capire come la vedevano ed essere anche un po’ più oggettivo.
In questa due giorni di lavoro ci hanno insegnato che dobbiamo cambiare il nostro approccio, che dobbiamo conoscere il nostro cliente. Non possiamo più ridurre il cliente alla telefonata per l'ordine, ma abbiamo bisogno di tutto un servizio collaterale. E questo ce lo dà sicuramente l’azienda e ce lo dà AsConAuto.

Dal punto di vista personale, aver conosciuto clienti, partner, promoter che cosa significa per Davide Moglia?
Significa tanto, significa tanto perché capisci che la realtà non è solo quella che vedi dalla tua prospettiva ogni giorno. Oggi io sono concentrato a risolvere le problematiche della realtà Penati, ma non c'è solo quella. Il feedback che mi porto a casa sono le altre problematiche, che hanno i miei stessi colleghi ma anche i nostri riparatori, i clienti che si rivolgono a noi.
E poi scopri che alcune volte basta semplicemente cambiare la maniera di scrivere un ordine...

A monte c’è spesso un difetto di comunicazione?
Sì, io ho un collega che è storico nella Penati e che mi dice sempre: “Noi dobbiamo imparare a essere psicologi, per capire quello che ci stanno chiedendo davvero, perché noi non lo sappiamo". È il trucco nostro, del futuro nostro.
Ci hanno detto in questa due giorni che molto probabilmente alcuni lavori che esistono oggi non esisteranno tra cinque o dieci anni, che ce ne saranno altri. Ma quello che sarà il filo conduttore sarà comunque il rapporto umano, è il rapporto umano fa la differenza. AsConAuto funziona perché alla base di tutto mette la persona. In quello che fai devi sempre ricordarti che la persona è al centro, per forza.

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