Vanni Castoldi, di Automax:
"Doc ci ha abituato a uno standard alto"

"Spiegarlo è un po’ difficile, è stato molto strano...". A che cosa si riferisce Vanni Castoldi di 'Automax'? La risposta è più facile della spiegazione: Cervia, un'altra prima Doc che ha mixato in un weekend riuscito tutta la filiera dei ricambi. Ma torniamo al responsabile di magazzino della concessionaria Opel di Como: "Rispetto alla solita formazione", ha detto, "questa volta si è guardato più al futuro, che è una cosa interessante e che non si fa forse mai abbastanza. È stata particolare anche dal punto di vista tecnico, ma non posso svelare i trucchi".

Li 'svelerà' ai suoi colleghi, ai titolari?
Sì, prima però bisognerà rielaborare, contestualizzare quello che abbiamo sentito, e poi trasferirlo nella maniera corretta, magari trovando degli spunti che non si possono trovare qui, in due giorni.
Il primo passo comunque è iniziare a far capire ai colleghi e ai titolari che a Cervia non c’erano che bisogna guardare al futuro.

In compenso c'erano i clienti...
Le dirò che all’inizio ero un po’ spaventato, perché alla fine le nostre sono riunioni tecniche dove si va a impostare anche il lavoro per vendere di più a questi clienti.
Averli qui è stato interessante e utile. Perché io, come tanti altri, mi ritrovo dieci-dodici ore al giorno a un computer e a un telefono e in faccia non li vedo mai. La parte di empatia con la persona è molto importante, e questi con la Doc sono gli unici momenti in cui riesci ad averla.

A quanti eventi Doc ha partecipato?
Praticamente a tutti. Quando si parla di Doc è sempre una cosa in grande, siamo abituati…

Non si rischia di aspettarsi troppo?
Lo standard è sempre alto, effettivamente, quindi se per una volta non si 'esagera' si rischia di deludere le aspettative. Però tenere un livello alto è sempre tenere un livello alto, anche a costo di rischiare.

Avete 'rischiato' a fare la pasta?
Ma no dai, non era un rischio. Il team building è stato interessante, è stato l’occasione per creare un connubio tra magazziniere e cliente fuori dall’ambito strettamente lavorativo.

È sempre la squadra che conta?
La squadra conta, però alla fine tutti sono stati bravi, noi abbiamo vinto ma è stata fortuna. È stato bello vedere insieme cliente, promoter, magazziniere, titolare, partner, tutti che volevano partecipare e tutti che si sono divertiti.

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