Consorzio Autoriparatori Uniti,
per molti ma non per tutti

"A favore, sempre a favore". Pietro Crotta, carrozziere in Cesano Maderno (MB) presidente del Consorzio Autoriparatori Uniti, sgombra il campo da possibili equivoci: "Innanzitutto abbiamo vinto la diffidenza dei nostri colleghi, dei periti, dei concessionari… erano convinti che Autoriparatori Uniti fosse una delle solite iniziative che poi falliscono. Le altre fallivano perché erano 'contro', noi ci siamo uniti con la prerogativa di migliorarci, di aumentare in professionalità, aspetto che è sempre stato molto trascurato per un luogo comune che vede nel carrozziere quello che ripara l’auto e basta.

Invece?
Invece, dietro alla tuta blu sporca c’è una persona che ha la preparazione professionale per gestire il sinistro nella sua totalità, che si parli di grandine, sinistro attivo, furto, atto vandalico, pratica estera, macchina antieconomica...
Ci sono già carrozzieri multiservice, che possono soddisfare tutte le richieste che ruotano intorno all'auto: dal noleggio puro alla riparazione, all’assistenza, al cambio gomme…

Requisiti per aderire al Consorzio?
Trasparenza, onestà, voglia di fare… Mi piace dire che il consorzio è per molti ma non per tutti.
È un consorzio che si assume l'onere della formazione: non hai fatto il corso per la gestione del sinistro? Non hai il patentino per i condizionatori? Ci pensiamo noi, gratuitamente. È tutto compreso nella quota associativa di 400 euro l’anno.

Quanti siete a poco più di un anno dalla costituzione?
In 37 tra Monza e Brianza e Milano. A marzo 2016 ci siamo consorziati in nove, a nostre spese, e poi via via abbiamo associato gli altri, sempre pensando di non dover essere tanti ma di essere quelli giusti.
Lavoriamo sull'espansione e sulla capillarità a livello di territorio, non sulla quantità. Essere in tanti ma poco attivi, poco produttivi, non va bene. Vogliamo cercare di diventare un network.
Stiamo mettendo a punto un’applicazione per smartphone, in modo che il cliente clicchi e trovi subito la struttura più adatta alle sue esigenze, dal recupero dell’auto alla gestione del sinistro.
La forza del consorzio è che investiamo le risorse nel consorzio stesso. Ecco perché, per esempio, possiamo mettere a disposizione degli iscritti un’auto nuova anche per un solo giorno a 15 euro, con kasko e senza cauzione.

Com’è il rapporto con Doc, consorzio cui molti di voi carrozzieri aderiscono?
Siamo partiti con l’idea di chiedere a Doc un supporto proprio per la sua esperienza di consorzio. Il presidente Boiani è stata la prima persona con cui abbiamo parlato, ci ha concesso la sala riunioni di Briosco per il nostro primo incontro, poi si è messo alla finestra a vedere se davvero combinavamo qualcosa.
Abbiamo scelto di continuare da soli per non sembrare un loro organo, partire come siamo partiti per poi andare da AsConAuto e dire: "esistiamo". Siamo un consorzio che stringe un accordo di collaborazione con AsConAuto.

Cosa ci 'guadagnate'?
Ci siamo accorti che alcuni dei nostri carrozzieri non compravano o compravano poco in Doc. Il consorzio ci riconosce un premio al raggiungimento di un obiettivo. L’anno scorso come carrozzieri di Autoriparatori Uniti abbiamo fatturato complessivamente 1.500.000 euro: se quest’anno lo manterremo avremo un premio, se lo supereremo ne avremo un altro.

Nient'altro?
Puntiamo a un rapporto diverso con le concessionarie: chiediamo il servizio, una corsia preferenziale, il numero diretto per un rapporto diretto con il magazzino...
Da parte nostra, cerchiamo di stimolare i nostri consorziati all’acquisto del ricambio originale. Indirizziamo chi è ancora fuori da Doc (o da Miro, dal momento che lavoriamo con entrambi i consorzi) verso concessionarie Doc (o Miro).
Chiediamo ma diamo, diamo ma chiediamo: io acquisto da te ma tu mi devi dare un servizio.

Come far passare il messaggio ai magazzinieri?
È proprio questa la fatica. Io ho chiamato personalmente alcuni magazzinieri o responsabili di magazzino invitandoli a uscire dalla concessionaria. Ma devono uscire carichi, motivati, affamati. Fuori è terra di conquista e il lavoro c’è. Nella prossima riunione magazzinieri, Doc ci darà probabilmente un po’ di tempo per presentarci. Dobbiamo farci conoscere.

Con le altre realtà consortili com’è il rapporto?
Il presidente di Confartigianato Carrozzieri Monza e Brianza, Giorgio Valli, è un nostro consorziato. Con Maurizio Mapelli, di Confartigianato Carrozzieri Lecco, ci dobbiamo trovare… Direi che con Confartigianato non abbiamo nessun problema, noi per loro siamo il braccio. Confartigianato è un organo più politico, gli viene difficile realizzare un progetto. Noi siamo più snelli, siamo operativi pronti via.

E con Federcarrozzieri?
Siamo un po’ in rotta di collisione, perché Federcarrozzieri 'fa la guerra' alle compagnie di assicurazioni. Noi fondamentalmente condividiamo alcuni principi - le assicurazioni fanno le assicurazioni e i carrozzieri fanno i carrozzieri - ma le convenzioni esistono, è un dato di fatto che i clienti le sfruttano e noi abbiamo scelto di lavorare con i fatti. Siamo disponibili a entrare dalla finestra delle compagnie di assicurazioni per avere un dialogo...
La nostra è una posizione di apertura, quella di Federcarrozzieri è di chiusura totale. Quindi andiamo avanti per la nostra strada, tenendo conto che in Italia i contesti lavorativi sono diversi.

Obiettivi a breve termine?
Dopo aver fatto un corso patentino per condizionatori e due corsi per noi importantissimi sulla comunicazione e accettazione (è finita l’era del “mi dia le chiavi e lasci pure lì”), ne abbiamo in programma altri due a settembre: uno sulla gestione del sinistro e uno sulla messa in sicurezza delle auto ibride, che faremo presso la nostra sede e presso una delle nostre carrozzerie per la parte pratica.

Anche questo è essere network?
Continueremo ad allargare la rete, possiamo diventare interessanti per le flotte e per le assicurazioni. Noi siamo aperti e disponibili alle collaborazioni: Doc e AsConAuto (e anche Innotech e altre aziende) ci stanno riconoscendo una scontistica particolare, una provvigione, ci fanno fare dei corsi…
Diventare network non vuol dire essere la rete di qualcuno ma essere appetibili per qualcuno, che sia una compagnia telefonica o assicurativa, o di noleggio.

Un sogno nel cassetto?
Più che altro, un progetto a lungo termine: un corso per lattonieri. Vogliamo far tornare il carrozziere alla manualità, alla professionalità. Un piccolo passo alla volta, con tanto entusiasmo, attenti a non bruciarci e a fare brutta figura.

Quasi quasi dimenticavo che lei stesso è carrozziere. 'Carrozzeria Crotta' come sta?
Sta bene, siamo in quattro oltre a un lattoniere e un verniciatore a contratto. Il lavoro c’è ma ce lo andiamo anche a prendere.
Sono titolare della carrozzeria, presidente del consorzio, faccio parte di Lyoness, sono socio di un ristorante, corro...
Chi ha un’attività deve uscire, alzare la testa, incontrare; molte attività le concentro alla sera, ottimizzo le pause pranzo...

Non è che ha sbagliato mestiere?
Io sono un venditore e un comunicatore. Io devo vendere i mie sogni, le mie mani.

P.S. Se desiderate un contatto diretto con Pietro Crotta, 334 6571375

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